Addio cassette ammassate e rumore: al Mercato Orientale parte EcoStop, la differenziata “su misura” per gli operatori

Da oggi al Mercato Orientale debutta un servizio sperimentale che cambia la gestione quotidiana delle cassette: conferimento controllato in via Galata, materiali separati per tipologia e una raccolta dedicata per le pescherie, con l’obiettivo di migliorare pulizia, decoro e qualità della differenziata

Al Mercato Orientale, dove ogni giorno il via vai di clienti e operatori rende l’area uno dei punti più vivi del centro, la gestione degli scarti non è mai stata un dettaglio. È una questione pratica, quotidiana, fatta di tempi stretti, spazi limitati e necessità di tenere insieme lavoro e decoro urbano. Proprio per questo, da oggi entra in campo EcoStop, un servizio sperimentale che punta a rendere più ordinato e tracciabile il conferimento delle cassette utilizzate dalle attività del mercato, intervenendo su criticità note a chiunque frequenti la zona: accumuli vicino agli accessi, materiali mescolati e l’impatto acustico delle operazioni di compattazione.

Il cuore dell’iniziativa è una postazione esterna dedicata in via Galata, pensata come punto unico e riconoscibile dove conferire le cassette in modo separato per materiale. Nelle fasce orarie stabilite è presente un mezzo con un operatore dedicato, così da trasformare un gesto ripetuto decine e decine di volte in una procedura più semplice e controllata. Le attività possono portare le cassette di ortofrutta e conferirle dividendole per tipologia, distinguendo tra plastica, legno e cartone: un passaggio che riduce errori e mescolamenti e, di conseguenza, migliora la qualità della raccolta differenziata, rendendo più efficace il lavoro successivo di recupero dei materiali.

Per le pescherie, dove entrano in gioco esigenze specifiche, è previsto un sistema dedicato: le cassette in polistirolo vengono gestite con una raccolta una volta al giorno. La scelta risponde a una logica semplice: evitare che un materiale particolare finisca nei circuiti sbagliati e ridurre il rischio di accumuli nelle ore di maggior afflusso, quando gli spazi attorno al mercato diventano più delicati da gestire e qualsiasi ingombro si traduce in disordine e criticità.
C’è poi un altro tassello, che riguarda la vivibilità dell’area: con EcoStop viene eliminato il compattatore elettrico. L’obiettivo è ridurre l’impatto acustico delle operazioni quotidiane e cambiare il modo in cui le cassette vengono gestite all’esterno, limitando quel rumore secco e ripetuto che spesso accompagna le chiusure di fine mattinata e che, in un contesto così centrale, pesa non solo sugli operatori ma anche su residenti e passanti.
La sperimentazione nasce da un lavoro di raccordo tra istituzioni, servizio di igiene urbana e operatori, con l’intenzione di costruire un sistema che stia in piedi nella realtà, non sulla carta. Per questo, nelle prime giornate, la fase di rodaggio diventa fondamentale: l’obiettivo è verificare tempi, modalità e risposta delle attività, così da correggere rapidamente eventuali criticità e rendere la procedura davvero compatibile con la routine di chi lavora dietro ai banchi.
Se funzionerà, EcoStop potrebbe diventare un modello replicabile anche in altri punti sensibili della città, dove l’equilibrio tra lavoro, spazi pubblici e pulizia si gioca sui dettagli organizzativi. Per il Mercato Orientale, intanto, la scommessa è chiara: trasformare un nodo quotidiano spesso fonte di disordine in un gesto più semplice, più pulito e più rispettoso di un luogo storico che continua a essere, ogni giorno, una delle piazze più frequentate di Genova.
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